Da troppo tempo il nostro paese necessita di una reale riforma federalista, federalismo inteso sia in senso amministrativo che fiscale.
Il romanocentrismo non ha mai giovato al nostro paese, ogni regione presenta problematiche differenti dall' una alle altre e tali problematiche richiedono soluzioni e fondi che non sempre Roma riesce a elargire.
Il federalismo oggi è richiesto dalla maggior parte delle forze politiche, ma fino a questo momento solamente durante il governo D' Alema ( con questo non voglio dir di certo che sono dalemiano ) con la riforma del Titolo V della Costituzione si vide un lieve bagliore di federalismo, poi il nulla fino ad oggi.
Ma possiamo chiamare il federalismo che oggi ci propina il governo come un federalismo consapevole dell'attuale situazione italiana ?
Bisogna partire da un presupposto: la bozza Calderoli ( si proprio quello della legge elettorale ) prevede che il federalismo venga applicato fra tre anni, durante i quali un apposita commissione dovrà meditare su quale sia la forma di federalismo più adatta al nostro paese, come se non ne avessimo già discusso abbastanza.
Paradossalmente il Nord con l'avvento del federalismo non pagherà meno tasse, anzi.
I vari lBorghezio, Calderoli e Maroni non si sono di certo preoccupati di accennare alla popolazione che nel federalismo vige il principio di sussidiarietà secondo il quale quelle aree ( regioni) più ricche dovranno all'inizio dare una mano a quelle più in difficoltà. Oibò, ma dov'è finita quella pseudo successione tanto annunciata ? Dov'è finita quella vicinanza alle regione del Nord ?
Scomparsa: agglomerata dal centralismo e dalle riunioni di salotto ai quali i nostri leghisti si sono dovuti adeguare. Poveri.
Non mi pare il caso di fare pagare maggiori imposte agli italiani, né ora né fra tre anni, l' attuale situazione economica non è di certo delle migliori e applicare una riforma dello stato che prevede maggiori imposte proprio quando ci sarebbe da rilanciare l'economia mi suona da suicidio. Mi fa sorridere il governatore del Veneto Galan quando afferma che " Il federalismo potrà farci uscire dall'attuale situazione economica", non c'è niente di più falso, casomai può aiutare solamente a peggiorare l'attuale situazione.
Quindi fra tre anni ( in linea teorica ) verrà applicato il federalismo che porterà a pagare più tasse ( seppure per un presunto periodo limitato ) per quelle regioni più parsimoniose, ma fra tre anni non siamo quasi alla fine della legislatura ? Che si nasconda un preciso disegno politico atto a indebolire il prossimo governo che, stando agli ultimi quindic' anni, si presume che sia di centrosinistra ? Mah, vuoi proprio ? Nel governo Berlusconi ci sono troppe persone che hanno il senso dello Stato che mai si permetterebbero di pensare a dei progetti del genere.
Quindi, come compensare il principio di sussidiarietà che graverebbe su quelle regioni più parsimoniose ?
Come evitare che il federalismo si tramuti in uno scaricabarile di competenze da Roma ai capoluoghi di regione ?
Il federalismo italiano dovrà essere di più di un semplice scaricabarile, dovrà ispirarsi ai valori, alla storia dell'Italia.
Da circa un anno i sindaci del Veneto con una proposta bipartisan ( PDL E PD... manca qualcuno ? ) stanno tentando di rispondere all'eliminazione dell' ICI sulla prima casa, che è stato uno degli atti più centralisti dell'attuale governo, con l'impartizione del 20 % dell 'IRPEF ai comuni.
Si traterebbe di una soluzione equa, che non farebbe pagare maggiori imposte ai cittadini, ma che cambia solamente il destinario dell' imposta.
I comuni da sempre rappresentano l'istituzione più vicina al cittadino, l'ente al quale il cittadino è più legato, con cui può interagire direttamente.
Il comune è anche quell'istituzione che si occupa interamente del territorio: dalla viabilità alla sanità, dall'istruzione al sociale la presenza del comune è costante, presenza che richiede un adeguato finanziamento.
Il 20 % dell' IRPEF ai comuni risponderebbe in maniera adeguata all' urlo di dolore che i sindaci veneti hanno manifestato ( nel senso stretto della parola ) all'alba del mese di Ottobre a Roma e spiace che una forza che si professa federalista come la Lega Nord sdegni con una noncuranza più unica che rara questa richiesta proveniente dai territori.
La società ed i territori del Nord- Est non vogliono di certo nuove imposte, i comuni più parsimoniosi oggi vogliono vedersi veramente protagonisti; ciò che serve all' Italia non è di certo qualche concetto federalista ritrito e ritrito, bensì una nuova forma di coinvolgimento dei territori, un nuovo open mind amministrativo.
giovedì 25 dicembre 2008
martedì 2 dicembre 2008
domenica 17 agosto 2008
Frase del giorno
"Un politico guarda alle prossime elezioni.
Uno statista guarda alla prossima generazione."
Uno statista guarda alla prossima generazione."
Alcide De Gasperi
giovedì 14 agosto 2008
Fascista ?
Giovanardi a Famiglia Cristiana: «Di fascista in Italia ci sono solo i vostri toni»

Non ci sono dubbi, da come si deduce da questa copertina Famiglia Cristiana risulta essere molto fascista. Aspettiamo trepidanti Giovanardi, il cattolicissimo, al varco per altre divertenti ed esilaranti dichiarazioni.
domenica 10 agosto 2008
Rieccome
Ebbene sì, sono tornato.
Già da un pezzo, ma ho trovato solamente ora la muse ( la voglia ) per tornare a buttare giù quattro parole.
Vi avevo promesso una descrizione esaustiva di quella big city che è Londra, e gnocca compresa, è una città favolosa.
Sono rimasto profondamente impressionato in particolare dal diverso modo che hanno gli inglesi di approcciarsi alla cultura: ho trovato tantissima musica in ogni punto della città, i "musicisti di strada"possono usifrire di appositi spazi ad essi dedicati dalla città di Londra ( mentre qua è già tanto se li ascoltiamo ), ma in particolare sono rimasto profondamente colpito dalla mole di libri e giornali che gli inglesi si leggono, dalla continua valorizzazione di ogni monumento in ogni angolodella città inglese.
Insomma, secondo il mio modesto parere, se fino a non molto tempo fa potevamo considerarci il punto fondamentale della cultura in Europa con il passare del tempo tale baricentro s'è fortemente spostato verso culture che tendono a valorizzare ogni singola forma d'arte e cultura.
Mentre per quanto riguarda il tempo penso che posso considerarmi altamente soddisfatto, se in Inghilterra ci sono solamente due settimane di bel tempo allora le ho beccate.
Nota dolente, il cibo.
Mangiare alle 17.30 non è il massimo soprattutto quando si mangiano cose del genere ( vedi a lato).
Carne non meglio identificata.
Infine per dovuto dovere di cronaca vi posto alcune foto del soggiorno in Inghilterra.

Già da un pezzo, ma ho trovato solamente ora la muse ( la voglia ) per tornare a buttare giù quattro parole.
Vi avevo promesso una descrizione esaustiva di quella big city che è Londra, e gnocca compresa, è una città favolosa.
Sono rimasto profondamente impressionato in particolare dal diverso modo che hanno gli inglesi di approcciarsi alla cultura: ho trovato tantissima musica in ogni punto della città, i "musicisti di strada"possono usifrire di appositi spazi ad essi dedicati dalla città di Londra ( mentre qua è già tanto se li ascoltiamo ), ma in particolare sono rimasto profondamente colpito dalla mole di libri e giornali che gli inglesi si leggono, dalla continua valorizzazione di ogni monumento in ogni angolodella città inglese.
Insomma, secondo il mio modesto parere, se fino a non molto tempo fa potevamo considerarci il punto fondamentale della cultura in Europa con il passare del tempo tale baricentro s'è fortemente spostato verso culture che tendono a valorizzare ogni singola forma d'arte e cultura.
Mentre per quanto riguarda il tempo penso che posso considerarmi altamente soddisfatto, se in Inghilterra ci sono solamente due settimane di bel tempo allora le ho beccate.
Nota dolente, il cibo.
Mangiare alle 17.30 non è il massimo soprattutto quando si mangiano cose del genere ( vedi a lato).
Carne non meglio identificata.
Infine per dovuto dovere di cronaca vi posto alcune foto del soggiorno in Inghilterra.
domenica 20 luglio 2008
A Londra
E' vero non sto aggiornando molto il blog in questo periodo, posso solo dirvi che siccome andrò a Londra per due settimane lo aggiornerò ancora meno.Ebbene sì, vado nella city ufficialmente in vacanza "studio"; ma con la forte intenzione d'incrociare Obama nel suo tour europeo.
In questo periodo ho cercato di apprendere alcuni usi e costumi di quella strana popolazione anglosassone che sta al di là del mare, e vi devo dire la verità che se alla mattina mangiano cose simili ( vedi sotto ) c'è da che preoccuparsi .
Comunque, non preoccupatevi al ritorno vi verrà fornita una descrizione esaustiva delle abitudini di quello strano popolo.
Forse non tutti sanno che in Inghilterra
il cannibalismo venne praticato fino a duemila anni fa.
Quella fu anche l'ultima volta che in Inghilterra si trovò qualcosa di buono da mangiare
Quella fu anche l'ultima volta che in Inghilterra si trovò qualcosa di buono da mangiare
( Daniele Luttazzi)
mercoledì 9 luglio 2008
Un libro che insegna molto è la Storia d'Italia dal periodo del 476 al 1250, firmata da Indro Montanelli.Una parte in particolare ha suscitato la mia riflessione, ovvero quando Odoacre spedì le aquile e i fasci di Roma a Costantinopoli; di fronte a questo fatto la reazione del popolo fu pressoché apatica siccome ormai di Roma non gli interessava più a nessuno; nemmeno ai membri del senato romano che catalogarono questo atto come un semplice fatto amministrativo.
Non ci fu nemmeno un poeta romano che scrisse un epitaffio per quello che era uno dei fatti più grandi e tragici della storia d'Italia, tutti tranne uno.
Ma questo poeta non era romano e nemmeno italiano, ma un gallo che a dire di Indro Montanelli " aveva composto per Roma il più bell'epitaffio in un latino degno di Virgilio".
Si chiamava Namaziano, forse non noto quanto Virgilio ma sicuramente degno di essere paragonato tale.
Ma leggiamo:
" Ascolta, regina di un mondo che hai fatto tuo,
o Roma, accolta negli stellati cieli, ascolta, madre di uomini e di dei.
Non lontano dal cielo ci troviamo noi quando siamo nei tuoi templi...
Tu spargi i tuoi doni eguali ai raggi del sole
per ovunque in cerchio fluttua l'Oceano...
No ti fermarono le sabbie infuocate di Libia,
non l'estrema terra armata di ghiaccio ti respinse...
Facesti una patria sola di genti diverse,
giovò a chi era senza leggi diventar tuo tributario
poiché tu trasformavi gli uomini in cittadini
e una città facesti di ciò che prima non era che un globo. "
o Roma, accolta negli stellati cieli, ascolta, madre di uomini e di dei.
Non lontano dal cielo ci troviamo noi quando siamo nei tuoi templi...
Tu spargi i tuoi doni eguali ai raggi del sole
per ovunque in cerchio fluttua l'Oceano...
No ti fermarono le sabbie infuocate di Libia,
non l'estrema terra armata di ghiaccio ti respinse...
Facesti una patria sola di genti diverse,
giovò a chi era senza leggi diventar tuo tributario
poiché tu trasformavi gli uomini in cittadini
e una città facesti di ciò che prima non era che un globo. "
Interessante è l'analogia che si potrebbe creare grazie all'apatia di quel tempo, presente anche oggi.
Apatia presente nel nostro paese, perché se oggi qualcuno espropria il parlamento delle sue funzioni, se qualcuno cerca di crearsi delle leggi per i comodi propri ormai non interessa più a nessuno.
Apatia presente nel nostro paese, perché se oggi qualcuno espropria il parlamento delle sue funzioni, se qualcuno cerca di crearsi delle leggi per i comodi propri ormai non interessa più a nessuno.
La storia si ripete, è uno dei suoi difetti
* scusatemi se il corsivo si ripete pure nella seconda parte, ma blogger s'è incriccato...
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