La storia dell’umanità ci ha insegnato che l’uomo è il possessore ed il fautore di una serie di diritti fondamentali che si rifanno ad un solo unico e comune principio: la libertà.

Ma che cos’è la libertà ?
Essenzialmente dobbiamo distinguere tra due tipologie di libertà, ovvero la libertà del singolo e la capacità di autodeterminazione d’un intero popolo.
Tuttavia il concetto di libertà del singolo non deve sfociare in anarchia e l’autodeterminazione d’un popolo, d’un paese, non deve mutarsi in unilateralismo nella politica estera e nel mercato internazionale.
Quindi i due concetti di libertà devono essere mantenuti, sempre e comunque, all’interno d’una serie di principi democratici comuni tra gli uomini.
Libertà dei singoli e autodeterminazione d’ un popolo sono strettamente connessi tra di loro, infatti non vi può essere libertà d’un popolo senza la libertà dei singoli, e viceversa.
In questi tempi bui le proteste eseguite non molto tempo fa da parte dei monaci birmani prima e dai monaci tibetani più recentemente, ci hanno insegnato che è la libertà il termine fondamentale affinché si creino formino le condizioni adatte dove tutti i diritti presenti della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo possano essere applicati.La libertà non è un dono, bensì un diritto e ci sono dei momenti nella storia in cui bisogna appropriarsene.
I monaci tibetani che da anni lottano tramite la diplomazia, e fino a poco tempo fa ( purtroppo non ci è dato sapere se ciò accade ancora oggi) con forti azioni di protesta , contro un regime cinese ( comunista, ma che di comunista ha realmente poco) che sfrutta una terra di pace e libertà; sono un esempio per tutti noi, un esempio di voglia e supplica di libertà.
Lottare contro i regimi dittatoriali ( indipendentemente dalla loro fazione politica) è un dovere di ogni padre verso il proprio figlio, è l’auspicio di ogni madre vedere vivere e far sì che il suo figlio viva in un paese dove non si abbia timore delle proprie idee e dove il proprio bambino possa giocare con chi vuole, senza alcuna distinzione. E’ il diritto di ogni bambino stendere felicemente un aquilone e serenamente vederlo librarsi in cielo alzato dal vento della libertà.
La libertà è una costante naturale in noi uomini, la nostra storia, la storia comune dell’umanità è costellata da lotte aventi un unico comune denominatore, ovvero la libertà.
In uno stato democratico il concetto di libertà non può essere assunto da alcun schieramento politico, perché la libertà è l’essenza che accomuna tutti gli uomini, indipendentemente dalla propria fazione politica.
La libertà e gli altri diritti ad essa connessi sono stati ufficialmente dichiarati fondamentali dall’umanità nella “dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”, stilata nel 10 Dicembre del 1948, un anno fondamentale per il mondo intero, in particolare per l’Italia.

Il 1 Gennaio del medesimo anno viene dichiarata la Costituzione italiana, una carta fondamentale per i suoi principi di uguaglianza e libertà provenienti da vent’anni di periodo fascista, dove l’uguaglianza e la libertà erano solamente un miraggio per alcuni, e per chi era nato e cresciuto al di sotto della scure del ventennio fascista, erano solamente due esseri informi e sconosciuti.
Nella salvaguardia dei diritti dell’ uomo, l’ Unione Europea deve diventare sempre più custode di tali valori, perché è nella sua natura, nel suo essere di Unione Europea.
Pensiamo solamente dove vissero i grandi pensatori che definirono per primi il concetto stesso di libertà.
n Europa.
E dove vi furono le grandi battaglie morali che portarono alle prime conquiste dei diritti umani ?
In Europa.
Per tali motivi l’Unione Europea deve, rafforzando il proprio ruolo e la propria coesione in politica
estera, intervenire con la costituzione d’un esercito europeo ( riconosciuto dall’ ONU nei suo interventi) dove un popolo domanda a gran voce la tanto stremata e sperata libertà.Tuttavia è anche all’interno della nostra società dove devono essere applicati interamente i diritti dell’uomo.
Una famiglia avente dei figli e dove i genitori hanno alle spalle una ventina d’anni di contratti a progetto o comunque svolti in una situazione di precarizzazione del lavoro, a questa famiglia non gli è concesso di pensare al futuro, all’anno o al mese che verrà.

A questa famiglia non è concesso di sognare e questo è grave.
Perché quando un uomo, una persona smette di sognare verso il futuro vuole dire che i suoi diritti sono stati violati.
Il diritto al lavoro non può e non deve essere violato, ma deve essere favorito, incentivato.
Perché mancando, quindi danneggiando, il lavoro viene intaccato quel luogo dove ogni uomo può esprimere sé stesso, e tutto questo non è accettabile per una società che dovrebbe essere evoluta come la nostra.
Nel mondo sono innumerevoli le violazioni dei diritti umani, in particolare nei regimi dittatoriali, tali
regimi si creano per l’ignoranza della gente, perché dove è presente l’ignoranza si creano le condizioni fertili per un regime che seppellisce ogni diritto.Ed è per questo motivo che il diritto all’istruzione deve divenire tale in ogni parte del globo, in questo complicato compito un ruolo fondamentale, nonché essenziale, lo possono ricoprire oltre che i governi nazionali anche le varie missioni religiose e le varie esperienze di cooperazione internazionale presenti nei scenari più disagiati, l’istruzione è l’humus, il cibo per ogni uomo.
Un mondo nuovo, un mondo diverso, migliore, dove i diritti siano interamente applicati, questo è il nostro impegno, il nostro dovere per eccellenza.
Quando il sole dei diritti potrà brillare sul mondo intero, su ognuno di noi allora ogni uomo sarà in pace con sé stesso, ed ogni madre potrà pensare al futuro del suo bambino, un futuro roseo di
pace e di diritti comuni.

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